Violenze Psicologiche.

dicembre 27, 2011 § Lascia un commento

Lo so.

All’apparenza potrebbe sembrare che io non curi molto il mio blog e visto i miei precedenti tentativi di tenerne attivo uno,potrei anche darvi ragione ma non è così come sembra.

In realtà di post ne scrivo e anche abbastanza frequentemente il fatto è che non li pubblico. Mezzi stanno li a metà ad aspettare che arrivi l’ispirazione dell’1.43 di una domenica sera post cinema ,mezzi son finiti ma non hanno alcuna intenzione di essere resi pubblici,altri sono proprio vuoti.

Credo (anzi ne son certa) di usare il blog nel modo sbagliato ma per ora va bene così. Con calma,in modo graduale ,come tutti i cambiamenti della mia vita ,grandi ed importanti o piccoli ed insignificanti che siano,ci arrivo anche io.

E’ solo questione di tempo.

E’ banale,l’altra settimana sono andata dal parrucchiere: tutte le volte da due anni a questa parte,partivo da casa con il presupposto di cambiare taglio e puntualmente tornavo con la mia solita chioma lunga e liscia,forse con 1 o 2 cm in meno. Questa volta è andata diversamente: mi sono seduta davanti a quello specchio e stavo per  ripete quel “ma si fai solo una spuntatina” quando guardando quei capelli lunghi oltre metà schiena mi sono balzate alla mente due o tre immagini dell’ultimo periodo/anno,così d’improvviso e mi sono bloccata. C’era il parrucchiere che mi guardava e ad un certo punto mi ha detto : “ogni tanto nella vita per affrontare i cambiamenti, bisogna violentarsi psicologicamente”.In quello stesso momento mi aveva tagliato un ciuffo di almeno 6 o 7 cm.

 

 

 

….Per me quelli non erano solo capelli.

 

 

 

 

Cattiva Notte
S.m.

 
 

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Welcome to Coni!

dicembre 9, 2011 § Lascia un commento

Per chi volesse trascorrere un weekend memorabile la nostra adorabilissima cittadina offre:

PER GLI APERITIVI:

EXL sushi/tapas/birrafest/piemontese/anglosassone/turco/indiano/ligure aperitivo (Dipende da cosa è rimasto in frigo).
Un lounge-disco-quasiristo-megafico-pub vi delizierà con la sua musica (ogni tanto quasi assente,come daltronde assenti sono i consumatori) e le sue cibarie a tema alla modica cifra di 25.000 € a piattino-ino ino ( bis escluso).
Il posto adatto per una serata IN in solitudine ad un prezzo ragionevole.
Ma attenzione a non farvi ingannare perchè lo stesso ambiente ,qualche ora più tardi,si popola di gente che,non avendo alternativa, passa l’intero pre-disco o post-aperitivo/cena sorseggiando cocktail a ritmo di musica,creando così l’atmosfera perfetta per una serata (non così)perfetta.

CUBA,locale altrettanto chic, del quale non se ne conosce bene il movimento anche se presumibilmente scarso. Il loro motto? “Chi va piano va sano e va lontano”.
800 camerieri e 2 ore di attesa per ogni ordinazione. Adatto per chi ha una lenta digestione.

Il venerdì sera all’800 è un must per i cuneesi. Meglio nota come “la serata targata CN / 800” ,il locale si riempie di stronzoni (in senso buono eh?),bottiglie e cibo  reciclato della settimana.Dotato addirittura di consolle il dj set delizia la clientela con musica “all’avanguardia” che viene puntualmente rovinata dalla “Vocalist”(è chiaro che costei non ha la più pallida idea del significato di questa parola) e il suo patetico repertorio. Non a caso c’è più gente fuori che dentro.

Cambiando totalmente genere, passiamo alle bettole.
Per chi ama la “droga”  e i cani marci pieni di malattie non c’è posto migliore che l’Irish Pub ,caratteristico pubbino del retrovia ,in un’accogliente imitazioni di pub irlandese (da qui il nome). La sua unica e (non ne sono pienamente sicura)antibatterica specialità? L’irish coffee ,speciale soprattutto per la prolungata procedura di assemblaggio degli ingredienti (minimo 5/6 ore).
Se invece sei un amante delle risse , consiglierei il Why Not (se non l’hanno già smantellato) ,palcoscenico di numerosi tafferugli tra alcolizzati svarioni .Un posto dove la tranquillità non è all’ordine del giorno.
Ma non dimentichiamoci che ogni tanto a certi spettacoli ci si può assistere ( se si è “fortunati”) al Cathidral che, seppur vicino a un luogo sacro e quindi teoricamente più protetto dalle mani del signore,offre dei veri e propri scorci di realtà quotidiana. Luogo di ritrovo di giovani e vecchi di ogni genere,il Cathidral è famoso per il suo ,forse esagerato,profumo (si può dire che una serata al Cathidral è facilmente indimenticabile grazie all’odore di carne che ti s’intacca ai vestiti come le api con il miele).Ottima birra (almeno così dicono) ,panini e porcate varie (testate personalmente), è un luogo solitamente indicato per gli spuntini pre e post alcool in quanto molto “assorbenti”.

In ultimo ma non meno importante, il “Ruba” per chi vuole prolungare la sua serata fino al mattino in compagnia di alcolizzati,gaggari fastidiosi,tranvoni e altri generi umani (e non). Particolare soprattutto per l’intransigenza del titolare: ciò che lui dice è legge e non vi è alcun modo di fargli cambiare idea.

Ora sicuramente vi starete chiedendo ….ma per chi vuole andare a ballare?

Per questa domanda i cuneesi hanno un’unica risposta… CABIRIA (o CABIRI o  CACCA).

In una zona limitrofa infestata di carabinieri,poliziotti,guardia di finanza manco fosse la residenza della Regina, si trova una piccola,minuscola discotechina che ogni weekend ospita centinaia e centinaia di persone provenienti da tutta Cuneo e campagna circostante.
Buttafuori bastardi,gruppo live,musica ricercata (negli archivi degli anni precedenti),cocktail bar sono le parole chiave per descrivere quello che per alcuni è rimasto ancora il locale di Briatore (ceduto ormai da secoli).

Ordunque, dopo avervi illustrato con alta precisione i locali pittoreschi che allietano i Cuneesi nel loro tempo libero……. non mi resta che lasciare a Voi la scelta.

Enjoy!

S.m.

P.s. A noi St. Tropez…. ce fa na pippa!

La persistenza della memoria.

dicembre 4, 2011 § Lascia un commento

“Pino-Baskerville mi guardò con quegli occhi che a distanza sembravano terribili e da vicino invece erano pieni di una dolcezza triste. Lo grattai dietro l’orecchio superstite, poi scesi ancora verso la giogaia nera, lucida e soffice. Allora il cane socchiuse gli occhi e lentamente alzò la testa, come per lanciare un ululato malinconico, offrendomi la gola, scoperta e indifesa. E, come diceva quel signore francese, a un tratto il ricordo mi apparve. Alzare la testa, offrire la gola in quel modo, era un gesto che faceva Marcuse, il pastore tedesco di mio nonno Guido, più di trent’anni prima. Non è che i ricordi si dissolvano e scompaiano. Sono tutti lì, nascosti sotto la crosta sottile della coscienza. Anche quelli che credevamo perduti per sempre. A volte ci restano per tutta la vita, lì sotto. Altre volte invece succede qualcosa che li fa ricomparire. Un biscotto inzuppato nell’infuso di tiglio o un grosso cane dagli occhi malinconici che offre la sua gola alle carezze, per esempio. Quell’atto canino di totale e commovente fiducia evocò un’alluvione di memorie che, come guidate da un preciso disegno, in pochi istanti si collocarono in una mappa unitaria e coerente di quel lontano passato. Non ero mai riuscito a richiamare i ricordi dell’infanzia se non a pezzi slegati fra loro, come indecifrabili relitti galleggianti sulla superficie. Adesso, invece, tutto andava al suo posto in una misteriosa sincronia di immagini, suoni, odori, nomi e oggetti concreti. Tutto insieme. Il mangiadischi, il mottarello, le penne a quattro colori, Pippi Calzelunghe, le magliette Fruit of the Loom, Crocodile rock, il Corriere dei ragazzi, Rintintin, Ivanhoe, La freccia nera, E le stelle stanno a guardare con Alberto Lupo, Hit parade, Mille e una sera con la sigla dei Nomadi, Gli eroi di cartone con la sigla di Lucio Dalla, Attenti a quei due con Tony Curtis e Roger Moore, la graziella cross gialla e arancione con il sellone, il subbuteo, gli oro saiwa calati nel latte quattro alla volta, il profumo dello zucchero filato alla Fiera del Levante, i ghiaccioli che lasciavano la lingua colorata, i rotolini di liquirizia, Capitan Miki, Paperinik, Tex Willer, I Fantastici Quattro, Sandokan, Tarzan, buttare le fialette puzzolenti nei negozi e poi scappare via molto veloci, la Prinz verde che portava sfiga, Mafalda, Charlie Brown e quella ragazzina che non aveva i capelli rossi e però era vera e non si è mai accorta di me, la gomma pane, le partite a pallone con il SUPER SANTOS dopo la scuola, il club di Topolino, il flipper, il biliardino, quel bambino come noi che non ebbe il tempo di dimenticarsi tutte queste cose perché il papà ebbe un colpo di sonno mentre tornavano dalle vacanze sulla loro Fiat 124, i cappelli con i copri orecchie, il lego, il monopoli, giocare con le figurine dei calciatori, il primo canale, il secondo canale e basta, la tv dei ragazzi, la coccoina, la focaccia, il latte della centrale, la luce fioca della cucina dei nonni, i sussidiari, cartelle di plastica, astucci con le matite, odore di bambini, di merendine, di cera pongo, silenzio nel cortile dopo la ricreazione, lego e soldatini, le caramelle Rossana, filmini in superotto, diapositive, le feste di compleanno con le focaccine e i succhi di frutta, le polaroid, le figurine dei calciatori, la pista del pattinaggio a rotelle alla pineta, Carosello, la pasta al forno dai nonni la domenica. La luce che filtrava attraverso la porta socchiusa della mia cameretta, i rumori della casa sempre più attutiti e per ultimi, sempre, i passi leggeri di mia madre mentre mi addormentavo.”

Semplice.

Impeccabile.

Impossibile non citarlo.

Le Perfezioni provvisorie.

G.C.

 

Cattiva Notte.

S.m.

 

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